La Città di Cagliari e il capoluogo di
regione e della provincia omonima, sulla costa meridionale dell'isola, nella
parte più interna dell'omonimo golfo compreso nell'arco di costa da capo di
Pula (a ovest) a capo Carbonara (a est).
L'origine di Cagliari
è incerta; la città sorse sull'antica Karales fenicia, ma si hanno elementi
per credere che i Fenici, impossessatisi della Sardegna al tempo della
fondazione di Cartagine (sec. IX a.C.), si siano limitati ad accrescere un
insediamento preesistente. Nel 238 a.C. i Romani la tolsero ai Cartaginesi e
così la città divenne la romana Caralis. Giulio Cesare concesse a Cagliari i
privilegi di municipio con i relativi vantaggi della cittadinanza romana e
la città si governò con proprie leggi e statuti, divenendo fiorente e
popolosa. Vi si sviluppò il cristianesimo e divenne sede vescovile (314).
Scomparso l'impero d'Occidente, tra i secc. V e VI Cagliari fu invasa dai
Vandali e dai Bizantini; cadde sotto il controllo dei Saraceni e, dopo esser
divenuta giudicato (sec. XI), passò ai Pisani (sec. XIII), sotto i quali
ebbe un periodo fiorente; nel 1326 fu presa dagli Aragonesi, ai quali
succedettero gli Spagnoli. Nel 1708 la città fu bombardata dalla flottiglia
inglese, che la tolse agli Spagnoli e l'isola passò alle dipendenze
dell'Austria, la quale nel 1718 la cedette a casa Savoia; i principi
sabaudi, quando furono privati da Napoleone dei loro domini del Piemonte, si
trasferirono a Cagliairi e vi rimasero per 16 anni (1798-1814).
Nel corso della seconda guerra mondiale Cagliari, sede del comando militare
dell'isola e base di sommergibili, fu duramente bombardata dagli Alleati,
che la occuparono nel 1943. Dopo la guerra, l'incremento demografico ed
edilizio si è ulteriormente accentuato, anche per l'immigrazione interna
susseguita alla creazione della Regione autonoma della Sardegna e
all'impianto di nuove industrie nell'ambito cittadino.
La città attuale si estende ad anfiteatro sulle pendici di una collina
digradante sul mare, fra i due stagni di Santa Gilla (a ovest) e di
Molentargius (a est). L'economia è basata prevalentemente sul commercio e
sull'industria, attiva nei settori alimentare (stabilimenti vinicoli),
tessile, metalmeccanico, chimico (produzione di derivati del sale, solfato e
cloruro di magnesio e bromo, sali potassici), dei materiali da costruzione
(laterizi) e nella raffinazione di petrolio, attività promossa dalla
posizione di C. al centro del Mediterraneo, a metà strada fra le aree di
produzione e quelle di consumo dei prodotti petroliferi. A Sarroch, in
località Porto Foxi, sorge una delle più importanti raffinerie italiane,
mentre altri stabilimenti producono derivati del petrolio e materie
plastiche. Come in tutta la Sardegna, considerevole è anche l'artigianato,
che ha tradizioni antiche soprattutto nella produzione di ceramiche, cesti e
tappeti, e nella lavorazione delle pelli. È attivo anche il turismo,
soprattutto di passaggio. La rete di comunicazioni interne si avvale della
superstrada Carlo Felice, che collega Cagliari a Sassari, e della linea
ferroviaria Cagliari-Porto Torres con diramazioni per Carbonia, Iglesias e
Golfo Aranci. Il porto è collegato con i centri marittimi della penisola e
della Sicilia ma anche con l'Africa mediterranea e i mercati dell'Oriente.
Cagliari è inoltre servita dall'aeroporto Cagliari-Elmas (a 7 km dalla
città) che la collega con altre città italiane e con la Tunisia.
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