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Oristano

Fondata nel 1070 dagli abitanti della distrutta Tharros, l'antica Oristano divenne diocesi nel sec. XI e appartenne alla Chiesa nel sec. XII, quando il papa Bonifacio VIII la elevò a sede metropolitana (1296). Divenuta successivamente capitale del giudicato di Arborea, nei secc. XIII-XV si sviluppò in un ricco centro commerciale che fu anche il fulcro della resistenza contro il dominio aragonese fino alla sconfitta di Macomer (1477). La città odierna ha un aspetto moderno ma conserva notevoli monumenti; la merlata torre di S. Cristoforo (o Porta Manna), resto dell'antica cerchia di mura (1291); parti della gotica chiesa di S. Francesco (riedificata nel sec. XIX) che conserva il famoso Crocifisso di Nicodemo (1350 circa); il duomo (sec. XVIII; rifacimento di una chiesa del sec. XIII della quale restano tracce nella parte absidale) con un bel campanile (1300) ottagonale. A 3 km circa dalla città, su una piccola altura, sorge l'imponente basilica romanica di S. Giusta (sec. XIII) con un bel portale scolpito di tipo pisano.

Piazza Mariano Torre Grande

    

La manifestazione più importante della città è la Sartglia che si svolge nel periodo del carnevale, deriva dalle antiche giostre di esibizioni a cavallo medioevali, è di origine spagnola, ed è stata importata ad Oristano nel XVI secolo.

Su Componidori      La corsa alla stella   

L'economia della città è prevalentemente basata sull'agricoltura (cereali, frutta, ortaggi, barbabietole da zucchero), sulla pastorizia e sulla pesca. L'industria opera nei settori alimentare, meccanico, metallurgico, chimico, edile, dei laterizi, del legno, della carta. Caratteristico è l'artigianato (lavori in ferro, legno e argilla). Il commercio è sviluppato e Oristano rappresenta un attivo mercato di bestiame e di pesce. La città è stazione ferroviaria sulla linea Olbia-Cagliari.