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Luoghi e Personaggi della Sardegna

   

 

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La Sardegna e Atlantide

 

 

Atlantide mito o realtà?

Scopriamo le nuove teorie che legano

la Tirredine o Sardegna ad Atlantide

grazie all'aiuto di Leonardo Melis.

 

 

"I domini di Atlantide arrivavano alla LIBIA fino all'egitto e all'europa fino alla Tirrenide"
"Forco, re della Tirrenide affogò durante un COMBATTIMENTO CON ATLANTE"

 Atlantide e Tirrenide (l'attuale Sardegna) erano due IMPERI diversi e rivali.

 

Un’antica civiltà in Sardinia.

Vogliamo finalmente soffermarci su un lato curioso della geografia della Sardinia, che precedentemente ci siamo sempre astenuti dal citare per non avventurarci in discorsi atlantidei o di civiltà scomparse e per non cadere nel fantascientifico. Ma la cosa è troppo evidente e diffusa in quella parte dell’Isola che conserva ancora antichi riti e antichi resti di civiltà non sempre assimilabili ai soliti nuraghes. Non vogliamo provare niente, solo mostreremo queste stranezze e sarà poi il lettore a trarre le conclusioni e, chissà, magari qualcuno potrebbe anche provare a vederci più chiaro e scoprire che le piramidi sono anche in altre parti d’Europa oltre che in Bosnia.

Vediamo come si presentano le colline sparse per chilometri e chilometri, dal Campidano alla Marmilla e alla Trexenta, vaste pianure della Sardinia del Sud. Quasi tutte hanno una sorta di piattaforma fatta di massi giganteschi squadrati e regolari. Le piattaforme sono oggi sotto uno strato più o meno alto di terra che fa da cocuzzolo in cima alle colline.

 

     

Vista la foto a fianco potrebbero anche essere opera della Natura, che nell’Isola si è spesso sbizzarrita a creare forme di ogni tipo con il granito, il calcare e il basalto abbondanti in ogni zona, da Nord a Sud. Negli anni però abbiamo sempre più creduto a qualcosa di artificiale, anche perché nel frattempo alcuni di questi massi sono precipitati a causa delle ultime abbondanti piogge degli ultimi tre anni. Qualcuno ha pensato di ammassarli, forse per farne materiale da lavoro per la sempre maggiore richiesta da parte delle imprese dell’Edilizia stanche del cemento che ha orrendamente trasformato i paesi e le città negli ultimi cinquant’anni.

 

 

Come si può notare dalla foto a fianco, si tratta di blocchi squadrati e delle stesse dimensioni. E’ un assurdo. Come se un’antica civiltà avesse costruito enormi terrazzamenti poi sepolti dal tempo o da chissà quale cataclisma naturale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Forco, re di Tirrenide, morì affogato durante un combattimento con Atlante". Così racconta la mitologia greca. Si tratta quindi di un continente sommerso dalla stessa catastrofe descritta nel Krizia da Platone? La Tirrenide era un continente che comprendeva la Sardinia e la Corsica.

 

 

Ne "I Popoli del Mare" riportammo una foto satellitare che la ritraeva. Molte furono le critiche sull’autenticità. Fortuna che appena due anni dopo trovammo uno strumento che ce la regalò in forma indiscutibilmente autentica. Nella foto tratta da Google Earth è visibile il contorno sommerso di questo mitologico continente. Se pensiamo all’aumento di livello del Mediterraneo degli ultimi 15.000 anni, forse abbiamo la soluzione della sommersione fangosa delle collinette marmillesi. Proviamo a prendere in prestito la scala dei livelli marini fino ai giorni nostri da "Shardana i Custodi del Tempo".

13000 a.C. Epoca denominata Antichissimo Dryas (Ondata di freddo). Il livello del mare scese di circa 10 m.

12000 a.C. Primo Scioglimento. Gli Iceberg in quantità impressionante andarono alla deriva, facendo aumentare il livello del mare. Il lago Livingston si riversò nell’Atlantico facendo salire ulteriormente il livello dei mari. In 300 anni questi si innalzarono di 13-14 m.

11000 a.C. Nuovo Antico Dryas (Ondata di freddo) e glaciazione.

9500 a.C. Riscaldamento con crescita dei mari di 7,5 m. in 160 anni (50 m. in meno rispetto al livello dell’età moderna). Collassarono il Lago Glaciale del Baltico e il Lago Agassiz (Canada) riversandosi nel Golfo del Messico.

6400 a.C. Il Nuovo Dryas (Glaciazione). Il livello dei mari scese di 6 m.

6000 a.C. Scioglimento della Laurentide. (calotta glaciale a Nord-Est del Canada). I livelli marini salirono di 25 m. Terzo Diluvio?

5000-3500 a.C. Ultimo Diluvio (quello Biblico?). Il Mediterraneo si riversò nel Mar Nero. I Mari raggiunsero il livello odierno. Questo fu il Diluvio scoperto da Sir Leonard Woolley ad Ur. Fu anche il Diluvio che sommerse la civiltà nuragica? Abbiamo uno e più motivi per crederlo. Aspettando la verifica di qualcosa che abbiamo intravisto in fondo al nostro mare… se avremo concluso tale verifica prima della definitiva stesura del libro, lo annunceremo ai nostri lettori.

Vediamo che, fino al 9500 a.C. i mari erano 50 m. più bassi rispetto ad oggi. Se l’affondamento dei due continenti a cui si riferiscono i greci (che l’appresero dagli Egizi) avvenne in questa data… Se queste civiltà sono quello che ci lascia intendere Platone o qualcosa di più, perché enormi terrazzamenti non potrebbero essere stati sommersi dal mare e dal fango, riemergendo pian piano dall’acqua, ma con il fango ancora presente a nasconderli in parte? Proprio quello che vediamo dalle foto.

 

 

Come dalle foto risultano strane forme di colline a forma di… Piramidi!

I mari si ritrassero lentamente, di anno in anno con varie, più recenti glaciazioni. Anche le de-glaciazioni si ripetevano regolarmente, con conseguenti diluvi e inondazioni, ma al nostro tempo risulta un abbassamento relativo del mare rispetto alla situazione del 9500 a.C. In poche parole, il continente Tirrenide oggi è in parte riemerso lasciando scoperte la Corsica e la Sardinia, ma in parte coperte di fango, almeno quest’ultima… Purtroppo, se i Grandi delle Nazioni non si metteranno d’accordo, un altro sollevamento delle acque è oggi già in atto, minacciando di sommergere le città delle coste se non addirittura intere isole.

Un’altra elemento tipico di quest’isola ci ha lasciato dei grossi interrogativi sulla loro datazione. In Sardinia esistono delle misteriose Torri chiamate Nuraghes o Nuraxis, o Nurakes dagli abitanti. Un numero impressionante, con una stima approssimativa di 15000 circa, incredibile per un’isola relativamente piccola. Alcuni sono crollati se non per le intemperie, di sicuro per mano dell’uomo. Quello che però lascia perplessi è che nessun nuraghe risulta integro. A tutti manca la copertura. Assurdo che fra migliaia di esemplari intatti per il resto, non ve ne sia uno con la sua originale copertura. Perché? Uno smantellamento sistematico da parte di un popolo nemico è impensabile. Alcune di queste torri sono ancora oggi in siti difficilmente raggiungibili, in mezzo a foreste inesplorate e inaccessibili fra gli aspri monti di Barbagia, la Terra di Mezzo dei Sardi antichi. Imprendibile persino per i Romani.

 

 

Cosa c’era sulla sommità della torre? Cosa le ha spazzate via in modo così simultaneo? L’unica spiegazione è un cataclisma naturale di una forza smisurata, quale il Diluvio descritto da Sumeri e altre civiltà. Casualmente il nome NUR.AKE è un nome sumero/akkadico. Significa "di luce.torre", quindi torri della luce o torri di luce. Il nome glielo diedero i Shardana arrivati nel II millennio, oppure…

Il mistero su queste torri si infittisce di anno in anno e di anno in anno la Scienza Ufficiale è costretta ad aumentare la datazione a ritroso nel tempo. Vent’anni fa si parlava ancora del VI-VII sec. a.C. oggi siamo già al XVII sec… Noi propendiamo per un periodo di molto precedente a quello definito storico. Per il semplice motivo che non si trova niente, oltre le torri, che si riferisca a una civiltà su cui indagare. Gli antichi non ne accennano neanche. A parte i Greci che li citano per attribuirli a Dedalo. Ma noi sappiamo che i Greci "avevano memoria di bambini" come diceva quel sacerdote di Sais allo stupito Solone.

I nostri lettori sanno benissimo che non scriviamo, né parliamo volentieri dei nostri pur bellissimi Nuraghe, ma spesso veniamo tirati dentro a viva forza da amici che ci portano a scoprire le funzioni più incredibili di queste torri. In "Shardana i Calcolatori del Tempo" riportiamo la scoperta di Tonino Mura del "Nuraghe Calcolatore", una scoperta che andava a completare la nostra scoperta della Pintadera/Calcolatore del Tempo/Calendario e la descrizione dei Riti del fuoco di Federico Melis. Così ora ci arriva un altro "regalo nuragico" da un altro amico, che afferma di aver trovato una "Pietra che canta" all’interno di una torre nuragica. Gli chiediamo di spiegarci questo strano fenomeno. Personalmente abbiamo avuto modo di sentir suonare la pietra e ne siamo restati molto impressionati.

Un’ultima annotazione: anni fa si parlava molto di Atlantide in Sardinia, grazie anche a un libro di un giornalista romano pubblicato nell’estate 2002, in contemporanea al nostro "Shardana i Popoli del Mare". Già nella seconda edizione del nostro libro nel 2003 avemmo modo di dichiarare che "Atlantide NON era la Sardinia", con grande dispiacere dei nostri lettori e con disappunto del giornalista e dei suoi fans. Non avevamo niente contro quel libro, che spesso abbiamo avuto modo di difendere dagli attacchi degli Archeobuoni, solo riteniamo che tale ipotesi non sia sostenibile per alcuni motivi. Motivi che andremo adesso ad elencare, non per affossare quel libro, ma semplicemente perché riteniamo ci siano altri motivi per ritenere la Sardinia gia antica per gli Antichi.

In quel libro di parlava di tsunami che devastò la Sardinia da Sud (Cagliari) a Nord (la Jara). Scartiamo subito l’ipotesi di uno tsunami in grado di far scomparire un continente nel 1200 a.C. I testi di storia ne avrebbero parlato. Difatti si trova ampiamente documentato un altro tsunami che devastò Creta nel 1600 a.C. quindi molto prima. I conti non tornano.

I Popoli del Mare sono identificati con gli Atlantidi che combatterono contro Atene. Inizialmente anche noi avevamo ipotizzato questa equazione, tornando immediatamente sui nostri passi, anche perché l’Invasione del 1200 a.C. pare risparmiasse proprio Atene fra tutte le città greche. I Greci confermano questo fatto, sostenendo che gli Eraclidi sarebbero tornati e avrebbero distrutto ogni città greca risparmiando appunto Atene che diede loro ospitalità quando erano perseguitati in patria e prima di partire per la Sardinia. Come invece tutti sappiamo, Platone dice che fu Atene a fermare l’invasione degli Atlantidi, decretando la loro sconfitta. I conti non tornano.

Platone sosteneva nelle sue due opere Krizia e Timeo che Atlantide si trovava oltre le Colonne d’Eracle. La teoria del giornalista romano cercava di dimostrare che le colonne d’Eracle si trovavano, ai tempi di Platone, nel canale di Sicilia. Questo portava a identificare la Grande Isola Sarda con la stessa Atlantide. Peccato che ciò non possa essere esatto. Per alcuni motivi:

 

1. La teoria che fosse stato il direttore della biblioteca di Alessandria, Eratostene, a spostare le colonne dove si trovano attualmente (Gibilterra), perché le conquiste di Alessandro allargarono il mondo conosciuto, non tiene. Anche perché nella "Vita di Alessandro" si legge che "Nearco, ammiraglio cartaginese fece visita ad Alessandro a Babilonia e Alessandro espresse il desiderio di circumnavigare la Libia (Africa) con lui, rientrando nel Mare Mediterraneo dalle Colonne d’Eracle." Quindi le Colonne erano già dove sono oggi: a Gibilterra. E la Sardinia è al DI QUA delle Colonne di Gibilterra. I conti non tornano.

2. L’altro punto che non torna affatto è quello che Platone scrive riguardo proprio alla Tirrenide. "Questa città (Atlante) estendeva i suoi domini, al di qua delle colonne, alla Libia (Africa) fino all’Egitto e all’Europa fino alla Tirrenia". Quindi la Tirrenide (Sardinia) si trovava al di qua delle colonne e NON poteva essere Atlantide. Né con le colonne a Gibilterra, né tanto meno con le colonne nel canale di Sicilia. I conti non tornano.

 

Atlantide sprofondò e sparì. La Sardinia, Grazie a Dio, è ancora qui. Certo potremmo dire che è riemersa. Su questo siamo parzialmente d’accordo, perché un fenomeno del genere, molto ridotto, è realmente accaduto nel 1200 a.C. Noi lo abbiamo spesso citato: un sollevamento del livello del mare di circa 2,5 m. è realmente e geologicamente documentato. Fu quello che sommerse in parte le antiche città shardana, come Nora, Tharros, Antas, Nabui, Korra… ma anche Mozia, Palermo, Marsala città shakalasa in Sicilia e altre città del Mare degli Eraclidi. Da qui a parlare di tsunami però ce ne vuole. Se poi si ipotizza che tale tsunami fosse quello che provocò la fuga dei popoli mediterranei verso l’Oriente (L’invasione dei PdM del 1200 a.C.) i conti tornano ancora meno. Come avrebbero infatti potuto fuggire da una catastrofe del genere? Soprattutto, come avrebbero potuto armare 1200 navi (tante pare fossero quelle dei PdM)? Uno tsunami non lascia intatte né case, né tanto meno imbarcazioni di alcun genere. I conti non tornano.

 

Le dimensioni di Atlantide descritte da Platone non sono quelle della Sardinia, né della Tirrenide. La Tirrenide ormai la conosciamo per averne pubblicata l’immagine in questo libro. Platone scrive nel Timeo: "Questo continente, Atlantide, era più grande della Libya e dell’Asia messe insieme". Non solo la Tirrenide è molto più piccola, ma un continente del genere non ci stava proprio dentro il Mediterraneo. I conti non tornano.

Novemila anni prima sarebbero avvenuti questi fatti, secondo quanto scritto nel Krizia. Il nostro amico giornalista sostiene trattarsi di anni lunari, quindi di mesi. Come se al tempo di Platone non si conoscesse il calendario diviso in giorni, mesi e anni! Vecchio excamotage. I conti non tornano.

 

La posizione delle Colonne a Gibilterra è sostenuta dallo stesso Platone. Nel Krizia infatti si legge che i gemelli nati da Posidone erano dieci, a coppie di due. Il primo nato della prima coppia aveva nome Atlante e a lui toccò il regno sull’isola capitale. "Il suo gemello, nato dopo di lui, a cui toccò l’estrema parte dell’Isola verso le Colonne d’Eracle che ora in quel tratto è detta gadirica, ebbe il nome greco di Eumelo, che nella loro lingua si dice Gadiro e dal suo nome potè nominarsi quella contrada". La regione Gadirica era conosciuta da Greci e Romani presso Gibilterra, appunto. I conti non tornano.

 

La pianura identificata con il Campidano era lunga, sempre secondo il Krizia, tremila stadi da una parte e da duemila dal mare fino al centro della città che circondava. Uno stadio greco corrisponde a 177,60 m. e se lo moltiplichiamo per 3000 otteniamo 532.800 m. e cioè 532,8 km e 355,2 km. Una pianura grande tre volte la Sardegna stessa. Questa pianura era cintata da una fossa lunga diecimila stadi. Qui è lo stesso Platone a dire che stenta a crederci. Stiamo parlando infatti di una fossa lunga 1.776 km. Aveva ragione Platone a dubitare! I conti proprio non possono tornare.

 

Perché abbiamo voluto scrivere queste cose? Primo per amore di verità. Secondo perché non c’è bisogno di scomodare Atlantide per trovare un antico continente leggendario dell’età dell’oro. Del resto, se andiamo a vedere la Marmidha, pianura interna al Campidano stesso, vediamo che l’impressione che una sommersione delle terre ci sia davvero stata, non certo nel 1200 a.C. però. Chissà forse in quella data fatidica ormai accettata anche dalla scienza come fine di un’antica civiltà. Data che coincide con quella citata da Platone. Fine decretata da diluvi e sconvolgimenti del territorio. Il Diluvio Universale? La Tirrenide era il regno di Forco, padre di Medusa e di tanti altri personaggi citati dai Greci.

Gli stessi Greci raccontavano che "Forco morì annegato durante un combattimento con Atlante" Più chiaro di così… Al centro del Mediterraneo vi era più di 11.000 anni fa un continente oggi in parte sommerso: la Tirrenide, le cui parti emerse sono la Sardinia e la Corsica. Come da foto. Questo continente era la Terra abitata da un popolo ormai scomparso. Quel popolo che costruì i primi nuraghe. Non ce ne voglia l’amico giornalista. Il suo è stato comunque un lavoro che ha fatto parlare di Sardinia e questo lo giudichiamo positivo a prescindere.

Da: "Shardana Jenesi degli Urim"

Di Leonardo Melis